25 anni fa il primo SMS: come è cambiato da allora lo scambio di messaggi?
Comunicazione

25 anni fa il primo SMS: ecco la rivoluzione!

Chi ricorda i primissimi cellulari? Erano grandi – quasi quanto quelli di oggi -, pesanti ma rivoluzionari. Potevano non solo telefonare ma mandare anche SMS

e intrattenerci con rudimentali giochi multimediali (lo so, “Snake” ha fatto la storia di tutti noi!).

Ecco, se vi dicessi che in questi giorni si celebra il 25° anniversario dall’invio del primo SMS come la prendereste? Sembra passato un attimo e invece è passato un quarto di secolo.

In questo articolo parleremo della rivoluzione degli SMS e delle evoluzioni che hanno subìto in questi anni.
Buona lettura!

Il primo SMS della storia

Era il 3 dicembre 1992 quando fu spedito il primo SMS. A farlo fu l’ingegnere Vodafone, Neil Papworth, che decise di scrivere un semplice “Merry Christmas” a un collega. L’invio avvenne da un computer a un cellulare GSM. In un’intervista a Sky News, poi, racconterà che “nessuno aveva coscienza delle proporzioni che il fenomeno avrebbe avuto. Miliardi di persone hanno iniziato a usarli per scambiare messaggi veloci, mentre prima avrebbero dovuto fare una telefonata”.

L’anno successivo un dipendente Nokia riuscì ad inviare il primo SMS da cellulare a cellulare.
In quel periodo, dopo il primo esperimento, i telefonini subirono un importante cambiamento stilistico. Prima, infatti, la tastiera non comprendeva lettere ma solo numeri. Da quel momento le lettere vennero inserite nei tasti numerici mentre solo dopo – e con dispositivi più evoluti – si capì che la tastiera QWERTY, già usata dai computer, sarebbe stata utilissima anche sui cellulari.

Il modo di conversare da allora è cambiato in tutto il mondo: gli scopi, i tempi, gli strumenti e il linguaggio hanno subìto una profonda trasformazione che ha coinvolto tutto il mondo.

Timeline 25° anniversario SMS
I social sono i figli degli SMS?

Da quell’ormai lontano 1992 le cose si sono evolute.
Solo alla fine degli anni Novanta le persone hanno iniziato ad usare gli SMS in modo massiccio fino ad arrivare ad un risultato inaspettato solo qualche anno prima. Nel 2007, infatti, negli Stati Uniti i messaggi scambiati ogni mese hanno superato le telefonate. Ci si scrive per tutto: per un saluto, per un “come stai”, per fare una domanda a chi non può restare impegnato in una telefonata. Il messaggio è meno invasivo e persino più personale: scrivere, spesso, è più facile che dire.

Pensiamo un attimo anche alle implicazioni sociali che gli SMS hanno avuto.
Siamo nei primi anni Duemila e per le videochiamate bisognerà aspettare qualche anno ancora. Pensiamo alla potenza comunicativa che può avere un SMS per una persona che non riesce a parlare. Attraverso le parole tutti possono avere una voce: siamo davanti a una rivoluzione!

In questo contesto, all’inizio del secondo decennio degli anni Duemila si affacciano i primi social media. Strumenti di comunicazione che permettono ancora più di abbattere le distanze e che, nella loro prima fase, basano tutto sulle forme testuali. Dagli stati di Facebook ai tweet da 140 caratteri che ricordano tanto i primi messaggi limitati a 160.

I social, quindi, sono figli degli SMS? Sembrerebbe proprio di sì. Ma come tutti i figli prima o poi diventano autonomi e si evolvono rispetto ai genitori.

Il primo vero passo verso questa nuova trasformazione è la nascita degli smartphone, ossia telefonini con più funzionalità e che usano il traffico dati invece di quello voce per aprirsi al mondo.
Gli smartphone, poi, trovano il loro successo nelle applicazioni, una specie di programmi che permettono di compiere azioni. Tra queste applicazioni, una di quelle che può sicuramente definirsi figlia degli SMS è Whatsapp che permette il trasferimento di messaggi e di altri contenuti in modo istantaneo e, appunto, usando il traffico Internet.
Nel 2012 per la prima volta nel mondo il volume delle chat inviate è superiore a quello degli SMS. Sarà il loro definitivo ritiro dalle scene?

Gli SMS sono davvero superati? 

In Italia il numero di SMS scambiati è sempre inferiore di anno in anno.
Ci sono tuttora diversi tentativi da parte di industrie delle telecomunicazioni di ravvivare l’uso degli SMS: piani tariffari con SMS illimitati e un rilancio da parte di Apple – che però usa dati internet – con il proprio sistema di comunicazione iMessage.

Bisogna considerare, poi, che se in numerose zone del mondo ormai Internet è disponibile a tutti, esistono luoghi nel quale le connessioni non sono così stabili ed è quindi difficile – se non impossibile – usare il traffico dati in modo massiccio.

C’è, infine, una considerazione legata al digital divide generazionale. Il digital divide è quel divario che esiste tra chi ha accesso a Internet e chi invece non può usarlo. Può essere legato al territorio, come dicevamo poc’anzi, ma possiamo anche applicarlo a una variabile come l’età. Spesso, infatti, le persone più mature non hanno o non vogliono Internet perché imparare ad usarlo sarebbe un cambiamento troppo profondo. Ecco, quindi, che queste persone a volte non usano applicazioni di messaggistica istantanea ma restano fedeli ai tradizionali SMS.

Facebook Messenger, la rivoluzione dei messaggi

Oltre al già citato WhatsApp, Facebook ha senza dubbio giocato un ruolo decisivo nell’evoluzione dello scambio di messaggi privati, soprattutto con Facebook Messenger.
Questa applicazione di messaggistica istantanea collegata al proprio profilo Facebook è stata presentata nel 2011 e da allora ha registrato un grande successo in termini di utenti e di utilizzo.

In un recente studio, è stato dimostrato che oggi la messaggistica risulta essere “un ponte che avvicina le persone”.
Sono stati anche mostrati dati che riassumiamo in questa infografica.

 

Messaggi e relazioni 25° anniversario SMS

 

La tua opinione

Gli SMS hanno segnato la vita di ognuno di noi e ricordarne lo sviluppo e le implicazioni è doveroso nell’anno del loro 25° anniversario. Oggi gli SMS hanno lasciato spazio agli ancora più diretti messaggi istantanei. Tu quanto e come usi questi strumenti di comunicazione?

Aspetto i tuoi commenti e, se hai ritenuto utile questo approfondimento, ricorda di condividerlo sui tuoi profili social.

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