Comunicazione o informazione: facciamo chiarezza
Comunicazione

Comunicazione e informazione sono la stessa cosa?

Comunicazione e informazione, due mondi vicini ma distinti, realtà complementari ma di frequente sovrapposte, due termini spesso usati come sinonimi ma in realtà molto diversi.

Premessa: comunicazione e informazione

«Chi fa informazione sa fare anche comunicazione», «chi fa comunicazione sa fare anche informazione», «comunicazione e informazione sono la stessa cosa»: nulla di più sbagliato, nulla di più falso.
Partiamo da una precisazione: comunicazione e informazione sono due cose distinte, complementari ma distinte.

La comunicazione, in breve, è quell’insieme di attività che qualcuno fa per stabilire una relazione con qualcun altro. Si tratta, quindi, di un processo circolare nel quale una persona, ad esempio, manda un messaggio ad un’altra persona per avere una risposta. Il processo in questo caso è come attivo, poiché il destinatario decide se e come reagire al messaggio.

L’informazione, invece, è un processo a una direzione dove una persona dà un messaggio a un’altra senza attendersi una risposta. Una trasmissione di dati considerati utili o di pubblico interesse.

Obiettivi: persuadere e conoscere

Abbiamo spiegato in breve quale sia la differenza tra comunicazione e informazione, visto questo appaiono abbastanza naturali i loro obiettivi.

Dal punto di vista della comunicazione, la relazione che si vuole instaurare ha l’obiettivo di persuadere il destinatario del messaggio. Attenzione, persuasione non è per forza un termine negativo da cui prendere le distanze.
Persuadere significa “ottenere il consenso di qualcuno, suscitarne l’approvazione“: essere rilevanti, diremmo oggi. In contesti sempre più complessi e popolati da una quantità immensa di messaggi, di persone e di prodotti, essere rilevanti per i propri clienti reali e potenziali è vitale. Farsi conoscere (e riconoscere), coltivare una relazione con le persone che vogliamo raggiungere è indispensabile, sempre più.

D’altro canto, lo scopo dell’informazione è far conoscere, informare appunto.
Ci sono dati, eventi, notizie di pubblico interesse che devono essere raccontati, puri e semplici come sono. Nessun messaggio indiretto, solo descrizioni di avvenimenti accaduti. A questo fa capo il diritto di cronaca che è incluso nell’ordinamento italiano tra le libertà di manifestazione del pensiero. Si tratta, quindi, di un racconto fedele, veritiero e di pubblico interesse. La sua funzione, quindi, non è quella di persuadere, né di ottenere consensi: la sua funzione è quella di informare.

Operatori della comunicazione e dell’informazione

Spiegati i concetti e visti gli obiettivi, parliamo ora delle diverse persone che si occupano di comunicazione e informazione.

Il comunicatore è colui che si occupa di svolgere attività di comunicazione per un’azienda, un personaggio, un evento, un’associazione. È la persona che, appresi i concetti fondamentali del proprio lavoro attraverso studi approfonditi, crea e sostiene la reputazione del proprio rappresentato attraverso azioni specifiche. I suoi ambiti sono numerosi, dalla pubblicità alle pubbliche relazioni, dalla gestione di attività tradizionali a quelle online. Le competenze di chi si occupa di comunicazione sono quindi molteplici: è una figura che affianca la direzione e la consiglia per raggiungere i propri obiettivi.

Chi fa informazione è un giornalista, iscritto all’Albo Nazionale dei Giornalisti. Il giornalista ha diritti e doveri specifici che fanno capo al proprio ordine, primo tra tutti quello di raccontare fatti e avvenimenti di pubblico interesse. Il giornalista non può essere mosso da secondi fini nello svolgimento del proprio lavoro, deve far fede a ciò che avviene e informare, attraverso mezzi di comunicazione diversi, seguendo il diritto di cronaca.

Legami e relazioni tra operatori della comunicazione e dell’informazione

Come facilmente intuibile, i legami tra comunicatori e giornalisti possono essere molto stretti ma di sicuro sottostanno a logiche diverse. Facciamo un esempio.

Pensiamo a una campagna su un nuovo servizio fornito dal Ministero della Salute.
Colui che gestisce la comunicazione dell’ente si occuperà – in brevissimo – dell’analisi, della promozione, della diffusione e del monitoraggio dei risultati del tal servizio, renderà conto al Ministero del proprio lavoro e lo collocherà all’interno di un piano specifico.
Chi fa informazione, invece, una volta venuto a conoscenza del nuovo servizio da parte del reparto comunicazione del Ministero, si occuperà di raccogliere i dati, verificarli e raccontarli agli utenti.

Questo esempio rende ben chiara la differenza tra le due figure che si relazionano e continuano a farlo anche dopo la diffusione della notizia.

E i destinatari di comunicazione e informazione?

I destinatari finali parteciperanno a comunicazione e informazione: da una parte ricevono la comunicazione da parte dell’azienda, del personaggio o dell’associazione, dall’altra ricevono l’informazione dai media. Ciò rappresenta un grande lavoro cognitivo soprattutto data la grande quantità di dati e dei mezzi di comunicazione a disposizione.

Approfondiamo ancora l’ultimo aspetto.
Un tempo il messaggio arrivava alle persone da mezzi a una direzione: la televisione, i giornali, la radio non permettevano la raccolta di feedback e all’ascoltatore/lettore spettava la pura scelta di comprare quel prodotto o ascoltare/leggere la tal notizia. Con la diffusione di internet questo concetto è stato ribaltato: oggi tutti possono potenzialmente parlare in modo diretto con l’azienda, con il personaggio e, allo stesso tempo, questi possono raggiungere all’istante l’interlocutore desiderato. Questo processo, quindi, unisce persone e lo fa in modo immediato.

Ma in questa ottica, qual è il ruolo dell’informazione? L’informazione riveste un ruolo fondamentale per le persone, purché resti sempre fedele al principio della veridicità dei fatti: mettere a conoscenza le persone di fatti, di avvenimenti, di inchieste è fondamentale per ogni paese civile.

Sovrapposizioni o distinzioni: qual è il futuro di comunicazione e informazione?

Seguendo le nuove logiche della comunicazione e dell’informazione, è sempre più naturale sovrapporre i due concetti seppur siano delimitati da confini precisi. Internet, il web e i social media in particolare hanno reso questi limiti meno netti agli occhi dei non addetti ai lavori. Oggi un giornalista molto probabilmente avrà un proprio profilo – magari su Twitter – e può relazionarsi con i propri lettori, rispondere alle loro domande e diffondere le proprie opinioni. Dall’altro lato, un’azienda attraverso il proprio ufficio comunicazione, può inviare comunicati stampa direttamente ai propri interlocutori: si assiste quindi ad un potenziale ribaltamento dei ruoli che rischia di generare confusione all’utente finale.

In alcuni casi questa sovrapposizione ha portato media a fare comunicazione e comunicatori a fare informazione, tuttavia noi crediamo che i confini tra i due mondi siano anche oggi molto netti e in un certo senso da preservare. Il percorso che sta dietro alla comunicazione e all’informazione è parallelo, gli obiettivi sono diversificati così come lo sono le competenze alla loro base.
È altrettanto naturale, però, dire che le figure di comunicatore e di operatore dell’informazione possano appartenere alla stessa persona a due semplici ma ben definite condizioni:

  • un’accurata formazione continua e dimostrabile relativa al mondo della comunicazione e dell’informazione;
  • la consapevolezza che i due ambiti siano separati e la necessità di una ferma coerenza nel comportamento.
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