Se il dettaglio diventa notizia
Comunicazione

Se il dettaglio diventa notizia

Sono tante le teorie della comunicazione e dell’informazione, una di queste definisce i criteri di notiziabilità di un evento:

  • Importanza o riconoscibilità delle persone coinvolte;
  • Prossimità dell’accaduto;
  • Quantità delle persone ancora coinvolte;
  • Possibilità di sviluppi nel breve, medio o lungo termine.

Ce ne sarebbero poi anche altre che riguardano strettamente gli argomenti, ma quello che ci preme sottolineare in questo momento è una tendenza particolarmente rimarcata:

la ricerca dei dettagli spesso prevalenti rispetto alle notizie.

Si è già parlato della differenza tra ciò che è notizia e ciò che fa notizia, qui invece riflettiamo sulla ossessiva ricerca di dettagli rispetto alla notizia che si sta raccontando, la necessità sempre più impellente di raccontare un evento con dovizia di particolari spesso paralleli all’evento stesso. Abbiamo assistito tutti purtroppo a fatti di cronaca dove un criminale diventava uno sportivo, dove un omicidio diventava la morte di un/a + nazionalità a caso o ancora dove un assassino reo confesso ha una forma mentis da sviscerare.
Dettagli esplicitati che nel loro insieme concorrono a creare e ad alimentare le opinioni dei lettori. Dettagli del tutto ininfluenti alla comprensione del fatto in sé.

È ancora peggio quando accanto ai dettagli si affiancano verie e proprie categorizzazioni che rinvigoriscono stereotipi già piuttosto consolidati nell’immaginario collettivo. E quindi l’omicidio di una donna diventa un gesto legato alla passione, l’abuso viene attenuato da uno stato di alterazione temporanea o perenne.

Per non parlare poi della TV del dolore, che ormai è pura informazione del dolore non più delimitata alle televisioni. Non appena accade un evento interessante dal punto di vista mediatico, tra le prime azioni compiute c’è la ricerca di materiale sui social, ad esempio su Facebook. Quindi ecco apparire le immagini profilo dei protagonisti del tal accaduto, minimamente incuranti delle norme sulla privacy o semplicemente del buon senso: tutto ciò che è facilmente reperibile è diventato facilmente notiziabile. Senza se e senza ma.

Ovviamente da questa triste descrizione esulano i tanti esempi di giornalismo che fonda la sua attività sulla ricerca delle fonti e su inchieste veramente interessanti, per dare valore al destinatario. Un valore vero, reale, tangibile.

E quindi diamo spazio alle vere notizie e lasciamo i dettagli dove devono stare, a corredo.

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