Internet da trent'anni e nelle vite degli italiani
Comunicazione

Trent’anni di internet in Italia: una rivoluzione in continua evoluzione

30 aprile 1986, Pisa.
Primo collegamento internet dall’Italia.

Negli Stati Uniti, dove internet è nato per scopi militari alla fine degli anni Sessanta, siamo già oltre alla logica iniziale e si parla di rete di reti mentre nel nostro Paese, in una città di provincia, si crea la prima forma di comunicazione “virtuale” che unisce due dispositivi lontani tra loro. Un passo importantissimo, colossale se si pensa a quello che è diventato oggi, a trent’anni di distanza.

Ma come ha cambiato le nostre vite?

Mi piace parlare di Internet come di un medium che ha profondamente modificato la nostra esistenza, non solo dal punto di vista fisico, ma anche cognitivo e al pari delle altre due grandi rivoluzioni dell’uomo: la scrittura e la diffusione dei mezzi di comunicazione di massa.
Se con la prima, come dimostra una vasta letteratura (si veda Luria A., Storia sociale dei processi cognitivi, Giunti-Barbera, 1976 per un approfondimento), le persone diventano più consapevoli e sviluppano la capacità di astrazione del pensiero e il ragionamento deduttivo, con la diffusione di stampa, televisione, radio e telefono si assiste a una uniformità della lingua fino ad allora molto locale e alla nascita di una sorta di pensiero collettivo e non più chiuso dentro a piccole comunità.
Si aprono i confini e, anni dopo, Internet continua ad amplificare senza ombra di dubbio questa rivoluzione. Tutto diventa a portata di mano, tutto cambia ancora una volta, tutto è connesso e le concezioni di spazio e di tempo sono ancora una volta trasformate.

Internet fa cadere la logica della geografia tradizionale e del classico qui-ora, oggi è tutto accessibile e lo è sempre: parlare con una persona dall’altra parte del mondo, inviargli un messaggio e leggerlo dopo ore è oggi normale, scontato.
E anche la mente si adatta a questa ennesima rivoluzione: l’astrazione aumenta a dismisura, la realtà diventa virtuale e ci spinge ad essere sempre più connessi per non perderci nulla.
Con la nascita, poi, del Web 2.0 questo viene ancora una volta alimentato e dall’essere semplici utenti si diventa attori del processo di comunicazioneproduttori e fruitori allo stesso tempo, mezzi di comunicazione a nostra volta.

Tutto cambia, tutto è in eterna evoluzione

Positivo o negativo? Io credo che siano maggiori i benefici, purché si crei una coscienza collettiva e soprattutto critica su quello che è oggi Internet e sui cambiamenti che ha provocato nella società.
Il Web ci insegna che dobbiamo essere attori, elementi attivi all’interno dei vari processi. È ora di esserlo e di decidere se subire una rivoluzione già in atto da tempo o se parteciparvi.
Con coscienza.

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