Emoji
Comunicazione

Tutti pazzi per le emoji!

Il 17 luglio di ogni anno il mondo celebra il WorldEmojiDay: ecco come hanno cambiato il nostro mondo e quali sono gli usi (corretti e non) delle tanto amate emoji.

Non chiamatele emoticon

: – ) è una emoticon
😃 è una emoji

Le emoticon sono espressioni facciali ricostruite con i simboli che appaiono sulla tastiera. La loro prima apparizione risale addirittura al 1881, quando sulla rivista Puck sono apparse queste quattro facce:

Emoticons_Puck_1881
Puck, 1881

Bisognerà aspettare, però, oltre un secolo per vederle impiegate sul web con l’intento di trasmettere le emozioni vissute online.

Le emoji, invece, sono immagini e simboli reali riprodotti da smartphone, tablet, computer e quant’altro.

Le emoji conquistano il mondo!

La creazione delle oggi tanto amate emoji si deve all’intuizione di una compagnia di telefonia mobile giapponese, la NTT DoCoMo, che nel ventesimo secolo ha osservato una sempre crescente attenzione alle immagini da parte della popolazione giapponese.

L’intuizione si è poi rivelata semplice tanto quanto geniale: sostituire testi con più immediate piccole immagini, capaci di veicolare un messaggio anche complesso ma in modo veloce. Queste immagini, poi, sono state associate secondo alcuni codici e riproducibili, quindi, su qualsiasi dispositivo.

 

emoji

 

Nel corso del tempo, le prime emoji base sono poi state arricchite da diverse altre compagnie ma una grande spinta alla loro diffusione è stata opera di Steve Jobs per Apple e di Google Android. Un’altra tappa fondamentale è stata l’applicazione dello standard Unicode, che permette un’uniformità e quindi una corretta visualizzazione su tutti i dispositivi della terra.

Oggi le emoji sono ormai entrate nella vita di ognuno di noi e negli anni si sono adattate al passare del tempo. Alcune date sono particolarmente significative:

2012 – Apple introduce coppie omosessuali nella propria suite emoji

2014 – Apple introduce una serie di emoji multiculturali: tenendo premuta una di queste, si può scegliere il colore della pelle

2015 – Apple aggiorna i suoi sistemi operativi aggiungendo quasi 200 emoji

2015 – La parola dell’anno è  ossia Face With Tears of Joy

2016 – Apple e altre grande imprese tecnologiche come Google e Microsoft sostituiscono la pistola con una pistola ad acqua.

Le emoji conquistano anche i social

Le emoji, abbiamo visto, si sono diffuse per lo più grazie ai dispositivi mobile e mobile, si sa, vuole dire anche social network. Gran parte degli accessi ai social media oggi sono infatti effettuati da smartphone e tablet, sempre meno da computer fissi. Da qui il rapido collegamento emoji-social.

Sempre più i post che persone o aziende condividono sono popolati da emoji che completano – o a volte sostituiscono – messaggi di ogni tipo. La risposta da parte dei grandi social network non si è fatta attendere e molti di loro, tra cui Facebook, permettono oggi di aggiungere le emoji sin dalla fase di creazione del messaggio.

 

Emoji-facebook
Integrazione delle emoji in Facebook

 

E cosa sono le reaction di Facebook?

Le reaction di Facebook

Non è da meno Twitter che, dal 2016, ha permesso la targetizzazione delle pubblicità attraverso le emoji, l‘emoji targeting. Pensate a quanto possa essere utile raggiungere lo studente affamato nella facoltà vicino al vostro negozio di pizza al taglio!

Sempre la piattaforma di micro blogging più usata in Occidente ha poi ceduto l’uso di emoji personalizzate ad alcuni brand o eventi, spesso correlati a specifici hashtag. Le custom emoji sono oggi una realtà molto usata.

Emoji e aziende

Le emoji arricchiscono un contenuto grazie ai significati che custodiscono all’interno del loro essere pittogramma. Questo fa sì che il loro uso si sia sempre più diffuso, soprattutto in una comunicazione informale, ad esempio tra amici. Ma le aziende possono usare le emoji o no? Certo che sì, basta seguire tre semplicissime regole:

  • essere creativi
  • tenere sempre a mente il proprio target e gli obiettivi della comunicazione
  • non strafare

L’emoji marketing è oggi usato dalle aziende, eppure a volte può costare caro alle imprese che rischiano di rendere poco comprensibile il proprio messaggio. Ecco ad esempio il comunicato diffuso da Chevrolet nel 2015 per il lancio di un nuovo modello:

Chevrolet_comunicato_emoji
Il comunicato stampa di Chevrolet

Di contro, ecco una campagna ben riuscita di Durex che le ha usate in modo… creativo!

 

 

Insomma, care imprese e liberi professionisti: si può fare (e bene!) purché non si esageri.

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