Facebook cambia tutto. Ancora
Social media

Facebook cambia tutto: un’analisi psicologica

Facebook cambia tutto: annunciato un nuovo algoritmo che premia i contenuti più coinvolgenti e penalizza tutti gli altri. Ecco tutto quello che c’è da sapere, insieme a una breve analisi psicologica.

La notizia è di questa notte e tutti noi ci siamo svegliati questa mattina con una sorpresa per molti poco piacevole: presto calerà (ancora) la portata organica dei post pubblici di Facebook.

“Uno dei punti fondamentali per il 2018 è quello di assicurarci che il tempo speso su Facebook sia tempo speso bene”.

Inizia così il post di Mark Zuckerberg, spiegato poi qualche ora dopo da un comunicato ufficiale pubblicato proprio da Facebook.
Vediamo nel dettaglio cosa dice.

Newsfeed Facebook: avvicinare le persone

Facebook è stato creato per avvicinare le persone e per costruire relazioni solide.
Oggi la visibilità dei post è stabilita secondo un insieme di diversi fattori:

  • numero di reazioni ottenute
  • numero di commenti
  • numero di condivisioni

A questo presto si aggiungerà un altro fattore determinante:

  • il numero di conversazioni e reazioni significative che genera

E quali sono i contenuti che creano in modo naturale queste reazioni? Per Facebook sono proprio i post pubblicati da amici e famigliari, per questo darà loro la priorità, quindi una maggiore visibilità.

In questo video (in inglese) Facebook spiega cosa cambierà:

 

E le pagine?

Tempi duri per le pagine che hanno sfruttato finora la portata organica dei post. Ma attenzione, la sponsorizzazione dei contenuti potrebbe non essere sufficiente.

Il 24 ottobre scorso vi abbiamo parlato di alcuni test di Facebook che vertevano su una differenziazione del posizionamento dei contenuti: pubblici e privati.

 

Bene, nulla di tutto questo riguarda l’aggiornamento annunciato oggi.

Ma cosa cambierà in realtà per le pagine?
Il newsfeed di ognuno di noi vedrà presto aumentare il numero di post di amici e famigliari, per forza di cosa i contenuti pubblici delle pagine verranno visualizzati meno.

Calerà quindi la copertura così come con ogni probabilità sarà ridotto il tempo di visualizzazione dei video, ma ciò accadrà solo per quelle pagine che sono abituate a non studiare contenuti capaci di coinvolgere la propria comunità.

Proprio su questo ultimo punto i vertici di Facebook stanno direzionando i loro sforzi: creare comunità attorno ad argomenti, brand o personaggi.
Strategia vincente, proprio perché l‘identificazione con il gruppo di riferimento, composto da amici e famiglia, è uno dei punti chiave della crescita cognitiva e psicologica di ognuno di noi. Questo dovrebbe incidere, di conseguenza, sull’esperienza vissuta dagli utenti che dovrebbero definirla più gratificante proprio perché più attiva.

Da Menlo Park sono certi che questo cambiamento provocherà degli effetti sul comportamento delle persone su Facebook. Di certo il tempo di permanenza sul social media diminuirà anche in modo importante ma, assicurano, sarà tempo sicuramente prezioso e ben speso.

Facebook diventerà un media tradizionale?

Il nuovo algoritmo di Facebook è forse una delle iniziative più “social” realizzate negli ultimi tempi.
Prima di oggi gli sforzi si erano concentrati sulle campagne pubblicitarie di brand che, a fronte di un investimento, vedevano garantite visibilità e copertura.

Così facendo, invece, da un lato si cerca di aumentare il livello qualitativo ma dall’altro si penalizzano contenuti che dovrebbero avere un maggiore interesse. Spieghiamoci meglio.

Generare conversazioni, interazioni e reazioni è il fine ultimo ma anche la sfida più grande di ogni social media manager. Ogni giorno noi professionisti lavoriamo su contenuti, su strategie, su modi e formati più accattivanti per migliorare l’esperienza delle persone e soprattutto per generare conversioni utili ai nostri clienti. Le persone, d’altra parte, si attendono contenuti capaci di generare in loro un’emozione e una conseguente reazione. In questo caso la domanda incontra l’offerta. E fino a qui tutto sembra essere positivo.

Per quanto riguarda il secondo aspetto, invece, la questione cambia e anche di parecchio. Diversi studi sociologici hanno dimostrato nel corso degli anni che le persone sono abituate a cercare informazioni – anche – sui social media – che siano in grado di confermare le proprie credenze. Il bias della conferma stabilisce proprio questo: per risparmiare energie cognitive selezioniamo solo informazioni che possano confermare – appunto – la nostra prospettiva e quindi rafforzarla. Chiudiamo gli occhi su ciò che non ci piace, su ciò che non vogliamo vedere anche per non generare dissonanza cognitiva, quindi per non essere frustrati da informazioni dissonanti alle nostre credenze.
Dando visibilità ai contenuti di amici e famigliari – con i quali si presume di avere un certo grado di accordo – non si rischia solo di alimentare le proprie idee? Questo sarà evidente nelle notizie e ciò è curioso proprio per la sempre crescente battaglia di Facebook alle fake news.
La diversità di argomenti, di prospettive e quindi di contenuti, da questo punto di vista, si inserisce nel processo di crescita di ognuno di noi ma così facendo viene penalizzato per dar visibilità solo a materiale che potrebbe rafforzare le nostre idee.

Qualcuno può criticare questa tesi puntando l’attenzione solo sulla capacità di generare interazioni e le interazioni potrebbero essere alimentate anche da un certo grado di disaccordo. Vero, ma così si rischia di forzare la mano su contenuti potenzialmente virali solo perché piacciono e non perché siano effettivamente utili.

Si torna all’eterno dilemma dei media tradizionali: parlare di ciò che piace alle persone o parlare di ciò che serve alle persone? Facebook in questo caso diventerà un media tradizionale? Potrebbe, a questo punto. Non resta che aspettare questi aggiornamenti e vedere quali saranno i suoi reali effetti.

Consigli e strategie 

Chiudiamo questo articolo con alcuni consigli per tentare di aumentare comunque la visibilità e la copertura dei contenuti.

  • affidarsi a un professionista in grado di attuare strategie integrate
  • lavorare sulla qualità dei contenuti
  • creare comunità attorno al brand, anche grazie ai gruppi collegati alle pagine
  • trattare argomenti notiziabili, che possano generare conversazioni e condivisioni
  • in conseguenza al punto precedente, valutare azioni di instant marketing
  • cercare di alimentare le conversazioni onpage e non attraverso messaggi privati
  • video sì, ma solo se creano dibattito

La tua opinione

Cosa ne pensi di questo argomento? Quali atri accorgimenti useresti per aumentare la copertura della tua pagina?
Le tue considerazioni e i tuoi commenti sono importanti.
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