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Social Media Rio, le Olimpiadi più social di sempre

Mancano poche, pochissime ore e si aprirà il sipario della trentunesima edizione delle Olimpiadi, che ci faranno compagnia fino al 21 agosto e saranno seguite a settembre dai Giochi Paralimpici.

Occhi puntati su Rio 2016, occhi di atleti, di addetti ai lavori, di federazioni, di sponsor e di tanti tifosi che saranno presenti alla cerimonia di apertura prevista per il 5 agosto e ai numerosi impegni che scandiranno il ritmo della giornata (e sì, anche della nottata causa fuso orario).
Se tutti non potranno intervenire fisicamente alla competizione, tutti però potranno partecipare live attraverso i social media, per quello che si presenta come l’evento sportivo più social dell’anno.

Facebook, Twitter, Snapchat e gli altri sono pronti ad accompagnare i momenti ufficiali e ufficiosi delle prossime settimane ed è già caccia all’account più seguito. Ma chi vincerà la sfida?

Le piattaforme sociali non si sono fatte trovare impreparate alle Olimpiadi e già da qualche mese hanno implementato o rinnovato alcune funzioni proprio per avvicinare quanto più possibile gli appassionati all’evento, senza lasciare mai l’ambiente digitale di riferimento. Vediamole insieme.

Facebook

I video live del social per eccellenza (secondo qualcuno) hanno visto nascere una nuova era proprio negli ultimi mesi. Oggi tutti — ma proprio tutti — possono produrre un video in diretta e per il momento i fan della pagina o gli amici del profilo privato saranno avvertiti con una notifica e potranno interagire live. Un occhio live per far vivere alle persone l’esperienza vissuta in quel momento da chi decide di mostrarsi e, quindi, un livello di engagement molto alto. Nello sport – e quindi anche alle Olimpiadi – questo è molto usato per mostrare il lato alternativo delle manifestazioni, che sia il momento del riscaldamento o gli attimi subito dopo la gara, raramente per l’evento in sé su cui spesso ci sono diritti tv piuttosto severi. Caso a parte — ma già destinato a fare scuola – è stata AS Roma che in occasione del ritiro estivo di Pinzolo è stata la prima squadra europea a trasmettere live un’intera gara amichevole.
Ma per Facebook i video non sono l’unica novità. Già da qualche settimana il social di Zuckerberg accoglie i propri utenti con dei veri e propri messaggi nei quali invita a condividere le proprie emozioni e i propri pensieri riguardo agli eventi.

Olimpiadi e Facebook

Gli hashtag, poi, sono un altro modo per dare uno sguardo a tutti i contenuti pubblici prodotti su un dato argomento anche se, a dire il vero, su Facebook questa funzione non ha ancora trovato la sua giusta dimensione.
Negli Stati Uniti e presto anche altrove, poi, da qualche mese il social di Menlo Park ha attivato Sport Stadium, un servizio che darà la sensazione di guardare la partita in compagnia di amici e di esperti del settore come giornalisti o club stessi, concentrandosi su un flusso di notizie e di contenuti rilevanti nel momento stesso in cui avviene il match. Ma come reagirà Facebook alle Olimpiadi?

Twitter

È da sempre — e per sua natura – il social dedicato agli eventi, o meglio ad accompagnarli nel corso del loro svolgimento. La possibilità di avere tutti insieme i cinguettii in ordine cronologico o per rilevanza, fanno di Twitter il compagno ideale per commentare live quello che si sta seguendo in quel preciso momento, quindi anche le Olimpiadi. Qui, a differenza di Facebook, gli hashtag sono predominanti ed è davvero semplice seguirli per potere immediatamente entrare nel flusso di comunicazione e dare il proprio contributo. Il tutto in 140 caratteri.
Ma Twitter non si è lasciato sfuggire l’importanza dei video, contenuti che secondo le statistiche hanno il più alto tasso di coinvolgimento da parte dell’utente e una migliore risposta in termini di visibilità. Così ha introdotto ben due novità per il mobile create ad hoc negli ultimi tempi:

  • la possibilità di creare video più lunghi;
  • la possibilità di essere in diretta grazie a Periscope, l’altro social nato dallo stesso gruppo e che ha funzionalità simili — ma non identiche- ai live di Facebook.

Da citare anche l’uso ormai dirompente delle gif, brevissimi file video generalmente riprodotti in loop per accompagnare i propri tweet. A dire il vero le gif sono disponibili oggi anche su Facebook, ma la loro pubblicazione non è così automatica come in Twitter poiché devono prima essere ospitati sul web.
Ci sarebbe molto altro di cui parlare sulla naturale predisposizione di Twitter ad accompagnare gli eventi live. Basti pensare che negli Stati Uniti la piattaforma sociale ha creato partnership con media, leghe e federazioni per pubblicare highlights e altri contributi in tempo reale, così come basti pensare che molte trasmissioni tv anche nel nostro Paese hanno avuto nuova vita grazie a commenti e a flussi di comunicazione generati in modo spontaneo dagli spettatori che cercano uno spazio virtuale per scambiarsi idee e opinioni. Twitter è quindi il re del second screen, a mio parere senza ombra di dubbio. E le Olimpiadi ne saranno l’ennesimo esempio.

Snapchat

Il social preferito dai millenials di (quasi) tutto il mondo è cresciuto in modo esponenziale proprio negli ultimi tempi. Ha infatti saputo trasformarsi da semplice servizio di chat istantanea a una vera e propria occasione per i brand e per le persone di entrare in contatto tra loro. Le Storie di Snapchat sono formate da contenuti come immagini o brevi video che possono essere poi post-prodotti con emoji di varia natura e testi. Questi contenuti possono anche essere modificati attraverso diversi filtri per adattare il messaggio al tipo di target prescelto e restano a disposizione poi dei seguaci per un giorno intero. Il livello di qualità del prodotto è per lo più amatoriale e questo sembra essere un elemento di grande interesse per gli utenti che sentono così i brand più vicini a loro e sono maggiormente predisposti a seguirli e a interagire con loro. È usato per descrivere ciò che si cela dietro all’evento, anche alle Olimpiadi.

Instagram

È notizia di pochissime ore che la piattaforma social dedicata alle immagini ha attuato una virata inattesa anche in questo caso verso i contenuti video. Grazie alla funzione Storie anche in questo caso è possibile realizzare e pubblicare un video che resterà a disposizione degli utenti per 24 ore e che potrà essere arricchito e personalizzato con emoji, stickers e testo. Sì, sembra proprio molto simile a Snapchat ma credo che ci sarà un forte elemento a differenziare le due piattaforme sociali. Abbiamo detto poco fa che Instagram è il social per eccellenza dedicato alle immagini e queste spesse volte sono curate in modo quasi certosino con filtri e strumenti in grado di ottimizzarle e di renderle più attraenti. Abbiamo anche detto che molti contenuti pubblicati su Snapchat hanno invece una qualità molto più approssimata, quasi più naturale, cosa impensabile al momento per Instagram. Credo quindi che la grande differenza e il relativo punto di forza di uno e dell’altro possano essere queste: il target che si vuole raggiungere e la qualità dei contenuti, per uno millennials interessati a video divertenti e quasi amatoriali, per l’altro un pubblico più eterogeneo alla ricerca di materiale ricercato e curato.
Nonostante questa piccola ma doverosa parentesi, Instagram nel continuum temporale dell’evento si pone in modo naturale prima e dopo lo stesso: una galleria fotografica a portata di tutti che, anche in questo caso, crea flussi di comunicazione generati attorno a uno o più hashtag. E Olimpiadi sarà uno di questi.

YouTube

E con tutte queste novità per lo più dedicate ai video che fine farà la piattaforma per eccellenza incentrata sui video? Niente paura, YouTube è solida e più forte che mai, almeno per il momento. Anche in questo caso la differenziazione rispetto alla concorrenza rappresenta l’arma vincente: YouTube è oggi una raccolta di video, salvo qualche rara diretta da parte di qualche evento particolare, quindi si pone oltre alla manifestazione vera e propria. Resta una sorta di archivio di contenuti più o meno curati che nascono al momento dell’evento ma di cui fruire una volta dopo la sua fine. Molti club, leghe e federazioni così come molti media mantengono vivi i loro canali YouTube proprio per questo, per far rivivere gli eventi dopo il loro termine, in modo tale da favorirne la condivisione da parte degli utenti. Ci riuscirà anche per le Olimpiadi?

Questi sono solo alcuni social media che saranno protagonisti indiscussi nelle prossime settimane: sono per lo più piattaforme sociali diffuse in Occidente che ben si distinguono da quelle spiccatamente orientali che approfondiremo in un altro articolo nelle prossime settimane, ma nell’attesa potete leggere il primo #ChinaWebTips.

Come seguire le Olimpiadi

Ma torniamo alle Olimpiadi e al mondo social collegato. Se la scorsa edizione di Londra 2012 ha registrato numeri impressionanti con oltre 150 milioni di tweet inviati e con Michael Phelps e Usain Bolt i re indiscussi online, quella che ci apprestiamo a vivere supererà sicuramente le più rosee aspettative. Ecco un po’ di numeri e gli account ufficiali da seguire per non perdersi proprio nulla.

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Voi con quali social seguirete le Olimpiadi?
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